4 Domande a Lucio Lamberti

Postato da Project Group il aprile 11, 2013

 

Immagine di Lucio Lamberti

Riec­coci qui per la ses­sione “Inter­vi­ste ai talenti”, i nostri. Que­sto mese si ricomincia con Lucio Lamberti, ricercatore e docente di marketing presso il Politecnico di Milano. Grazie Lucio!

1. Tagga te stesso in 5 parole

Curioso, Riflessivo, Flessibile, Entusiasta, Curioso (tratto dominante: merita la duplicazione)

2. Com’è il tuo caffè?

Amaro e rituale

3. Chi è il tuo guru?

Non ho veri e propri guru; ho più prosaicamente persone che ammiro. Giusto per fare quattro nomi non banali, Muhammad Yunus, Peppino Impastato, John Wooden e Werner Seelendinder

4. Per­ché Pro­ject Group ti con­si­dera un talento?

Perché a ProjectGroup piacciono le scommesse, credo.

 

Categorie: Management Marketing Project Group Talent Show
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  • ho l’impressione che la pubblicazione si sia “mangiata” la tag “curioso”n°2…vero?!?

  • Manuela81

    Sì! Ora sistemato!!!

  • Pingback: ProjectGroup » Evento Customer Strategy in Project Group()

  • Comunque chiedo a Lucio di dirci qualche cosa di più sui suoi idoli: urge un corso di approfondimento visto che 3 su 4 sono a me sconosciuti!!

  • Lucio Lamberti

    Muham­mad Yunus è l’ideatore e realizzatore del microcredito moderno e premio Nobel per la Pace 2006

    John Wooden fu un allenatore di pallacanestro a livello universitario. Uno dei più grandi vincenti della storia della NCAA, fu colui che formò Kareem Abdul-Jabbar e Bill Walton, tra gli altri. Il suo “La Piramide del Successo” è un libro che ogni allenatore di risorse in senso lato dovrebbe leggere.

    Werner Seelenbinder fu un lottatore di lotta greco-romana e attivista anti-nazista tedesco. La sua storia di dignità, fiera resistenza e coerenza sarebbe da insegnare a ogni bambino. Mentre giustamente celebriamo J.C. Owens per il suo ruolo a Berlino 1936, Seelenbinder è un nome che non ci dice nulla. Un po’ per sfortuna (arrivò ai piedi del podio), un po’ perché Werner ha il “difetto” (se così si può chiamare) di essere ideologicamente legato a una parte che non gode di grande simpatia nel mondo contemporaneo. Anche per questo mi piace ricordarlo: chissà quanti esempi di vita sono stati celati alla nostra formazione in quanto appartenenti alla classe degli “altri”, degli “sconfitti dalla storia”. Ricordare Seelenbinder significa ricordarmi che l’unità di misura non è “se” o “quanto” si vince, ma “come” si lotta per la vittoria.

    Il quarto lo conosciamo.

    Romain Rolland scrisse che “un eroe è chi fa quello che può”. Quindi loro sono miei eroi perché sono stati bandiere di integrità, coerenza, resistenza, amore per il prossimo, impegno e dedizione,e in modo diverso hanno dedicato la propria vita a un ideale o alla propria attività. Ce ne sono tanti di eroi così, per fortuna, ma questi sono magari un po’ meno noti in Italia. Wikipedia può fornire approfondimenti molto più autorevoli del mio sui singoli raggiungimenti di ciascuno.

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