Conoscere il cliente serve davvero?!

Postato da irene il febbraio 12, 2014

M’imbatto in un libro, attirata dall’inequivocabilità del titolo: “Marketing“. Si tratta, in realtà, di una raccolta di articoli sul marketing di autori esperti, che danno interessanti spunti ai manager nel progettare e mettere in pratica programmi di marketing strategico.

Uno attira subito la mia attenzione, in questo caso, per la sfrontatezza del titolo: “Tormenta i tuoi consumatori ed essi ti ameranno”. Articolo tanto provocatorio quanto interessante. Stephen Brown, l’autore, prende subito le distanze dal marketing in voga ai giorni nostri, un marketing che si focalizza sul consumatore e sui suoi bisogni. Non usa mezzi termini nel spiegare quanto il concetto di “centralità del cliente” sia, addirittura, controproducente. Oggi sembra che le aziende siano sul mercato con un unico scopo: assecondare, compiacere i consumatori. “Gli operatori di marketing spendono tutto il loro tempo in una servile valutazione delle necessità degli acquirenti e a produrre prodotti per incrementare la loro soddisfazione.” Ma questo significa, a parer suo, troppi prodotti, campagne pubblicitarie simili fra loro, e stagnazione dei mercati. Il professor Brown ritiene che i consumatori non desiderano realmente essere serviti ma, al contrario, essere tormentati da un delizioso e insaziabile desiderio. Da qui la sua proposta/provocazione di ricorrere al retromarketing, ossia di tornare al periodo in cui i successi di marketing derivavano dal tormentare il consumatore, anzichè dal compiacerlo.

I marketing manager di oggi pensano che se ami a sufficienza il consumatore, lui ti amerà a sua volta. La realtà è diversa però, almeno secondo Brown: “gli attuali consumatori sono imbarazzati dagli operatori che li pongono su un altare e promettono loro amore, onore e obbedienza. Essi desiderano detestare gli operatori di marketing, hanno bisogno di qualcuno da odiare.” In altre parole l’autore ci sta dicendo che se gli operatori di marketing fossero davvero marketing-oriented darebbero ai consumatori quello che vogliono. Cioè? Un marketing provocatorio piuttosto che la deprimente e disneyana (come la definisce lui) versione diffusa oggi.

Poniamo il caso che l’autore abbia ragione, allora come dovrebbero comportarsi le aziende per avere successo? Il pensiero dell’autore nel prossimo post!

 

Categorie: Marketing Recensioni
Tag:, , ,
  • Alessia Corradi

    perplessa.. ho sempre pensato che l’obiettivo fosse “soddisfare i bisogni del cliente”..!

  • Manuela81

    Vero Ale! Anche se queste teorie un po’ ribelli mi incuriosiscono sempre

  • Punto di vista interessante. Fortunatamente, nella percorso di studi magistrali da me affrontato, quello del soddisfacimento del consumatore è solo uno degli approcci presentati: già alcuni anni fa, i punti di vista più enfatizzati erano quelli di altre Scuole di pensiero. Prima di applicare una qualsiasi teoria – che è comunque importante conoscere bene – oggi bisogna partire dall’azienda stessa, per disegnare una strategia di marketing su misura.
    Attendo il prossimo post per leggere il pensiero dell’autore!

  • Alessia Corradi

    “partire dall’azienda stessa, per disegnare una strategia di marketing su misura” non significa soddisfare i bisogni del cliente?!

  • Armando Marini

    Punto di vista molto interessante, facilmente applicabile ai call center che sono una persecuzione .
    continua.
    Trovare il giusto compromesso tra coccole, informazioni e richieste è la chiave del successo nel rapporto con il cliente nel suo viaggio (Customer journey) con il nostro prodotto servizio.

  • Irene

    Ciao Dario, interessante vero?! Il pensiero dell’autore mi ha colpita perchè mostra un lato del marketing non scontato. Io credo che Stephen Brown sia d’accordo sul fatto che l’obiettivo di un’azienda debba essere la soddisfazione dei bisogni del cliente. Quello che mette in discussione è il modus operandi: i consumatori non vogliono essere corteggiati e adulati. Io mi sentirei di dire che più che non essere il migliore, forse non funziona con tutti. C’è chi si lascia catturare dall’adulazione, chi invece è più attratto da chi si fa desiderare.

  • laura

    quando verrà pubblicato il prossimo post?! sono curiosa di capire se la
    “profilazione” sarà la chiave di volta e soprattutto come verrà gestita (profilo 1 coccole e profilo 2 informazioni!?!?

Newsletter

Inserisci qui il tuo indirizzo e-mail per ricevere le nostre newsletter

Iscriviti per: Project Group 2014 Newsletter
Ho letto e accettato l'informativa sulla privacy*