Teorizzare la stupidità

Postato da Manuela Crovato il marzo 21, 2012

Mai come questa volta ho temuto di scrivere qualcosa di veramente stupido…sarebbe stato quanto meno “paradossale”…non credete? Ok, al bando tutte le ansia da prestazione, cercherò di scrivere qualcosa di “non stupido” (intelligente mi sembra troppo) e che Dio me la mandi buona…Eh sì perché, come si può ben intuire dal titolo, il tema è la stupidità umana.

Tutti noi ne abbiamo fatto esperienza nella vita, ma qualcuno si è addirittura premurato di elaborarne una vera e propria teoria.

Si tratta di Carlo M. Cipolla, professore di Storia Economica a Berkley, che ha formulato le leggi della stupidità umana, che riporto come da saggio “Le leggi fondamentali della stupidità umana”.

1) Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione:

a) persone che reputiamo razionali ed intelligenti all’improvviso risultano essere stupide senza ombra di dubbio;

b) giorno dopo giorno siamo condizionati in qualunque cosa che facciamo da gente stupida che invariabilmente compare nei luoghi meno opportuni.

E’ impossibile stabilire una percentuale, dato che qualsiasi numero sarà troppo piccolo.

2) La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona; spesso ha l’aspetto innocuo/ingenuo e ciò fa abbassare la guardia.

Non si può trovare nessuna differenza del fattore Y nelle razze, condizioni etniche, educazione, condizione sociale, genere…

3) Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.

4) Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. Dimenticano costantemente che in qualsiasi momento, e in qualsiasi circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

5) La persona stupida è il tipo di persona più pericolosa che esista.

Questa è probabilmente la più comprensibile delle leggi per la conoscenza comune che la gente intelligente, per quanto possano essere ostili, sono prevedibili mentre gli stupidi non lo sono.

Affermazioni tutte condivisibili, tuttavia sento di dovere un’aggiunta del tutto personale alla legge 4: “Le persone non stupide sottovalutano spesso il potenziale nocivo dei banditi”, dove, per banditi, Cipolla intende persone che creano vantaggio per sé stesse, arrecando danno a qualcun altro…o, in questo caso, le persone solitamente non stupide lo sono state, per quell’occasione soltanto?

Se così fosse sarebbe avvallato il Corollario di Livraghi alla prima Legge di Cipolla, che afferma: “In ognuno di noi c’è un fattore di stupidità, che è sempre più grande di quanto supponiamo”…ma meno grande se ne abbiamo coscienza- “le persone stupide non sanno di esserlo” ci dice il Professore, e lo penso anch’io.

Categorie: Psicologia e lavoro
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