Donne, lavoro e (poca) autostima

Postato da Manuela Crovato il ottobre 28, 2011

Immagine di Alaivani

Ecco che ogni tanto si ripresenta la questione differenze di genere sul posto di lavoro e “quote rosa”. Lo spunto di riflessione è dato dalla recentissima ricerca Ambition and gender at work, condotta dall’Istituto europeo di Leadership e Management.

L’indagine ha valutato il grado di autostima e ambizione delle manager femmine rispetto ai colleghi maschi. Risultato: le donne hanno meno ambizioni e aspettative dei maschi e sono molto più insicure.

In particolare all’inizio della loro carriera, le donne hanno meno chiaro dove vogliono arrivare (45% delle donne contro il 52% dei maschi) e non si sarebbero mai aspettate di raggiungere ruoli direzionali (50% delle donne contro 62% degli uomini).

Anche l’autostima relativamente alla propria posizione di carriera è inferiore nelle donne che nei colleghi (50% delle donne rispetto al 70% degli uomini).

Inoltre: la metà delle donne manager ammette di sentirsi insicura, contro solo il 31% degli uomini.

La sicurezza degli uomini emerge anche nel caso delle domande di lavoro o richieste di promozione: mentre il 20% degli uomini dichiara che si accosterebbe anche a ruoli non corrispondenti al proprio ideale, solo il 14% delle donne si dichiara disposta a farlo.

A tale proposito, l’Harward Business Riview, in Four Ways Women Stunt Their Careers Unintentionally, individua i 4 modi in cui in genere le donne ostacolano, non intenzionalmente, la loro carriera. Molte di loro, innanzitutto, sono eccessivamente modeste, tanto che gli altri faticano a riconoscere le loro capacità; non sono propense a fare domande e richieste per sé stesse perché ciò crea loro disagio e ansia per gli eventuali mancati risultati; tendono a mimetizzarsi e a non attrarre l’attenzione, perdendo così l’opportunità di far conoscere le proprie idee. Alcune donne, infine, non prendono la parola durante le discussioni, rinunciando così ad esprimere le proprie idee e punti di vista.

Beh, un quadro piuttosto avvilente per il gentil sesso… Ma tutta questa scarsa autostima e insicurezza la dovremo a un antico retaggio culturale o ad una propensione genetica tutta femminile? E chi lo saprà mai. Una cosa è certa: le eccezioni esistono, per entrambi i sessi.

 

Categorie: Psicologia e lavoro
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  • Nina

    I fattori determinanti dell’insicurezza mostrata dal genere femminile in questo, come in molti altri settori lavorativi, sono rintracciabili nell’educazione ricevuta e nella propria biologia sesso-specifica. In generale, secondo gli studi psicologici, le donne presentano aspetti di ansia sociale in numero maggiore rispetto agli uomini, sono meno propense al rischio, più socialmente che individualmente orientate…etc.
    La domanda principale, credo, le risposte alla quale da parte di entrambi i sessi possono essere utili a capire cosa mantiene in vita la situazione evidenziata nell’articolo è:
    quanto sei disposto/a a impegnarti in questo ruolo a discapito di tutto il resto?
    (dove “il tutto” chiama in causa principlamente le relazioni extralavorative).

  • Manuela81

    Grazie Nina per il tuo commento…riccamente argomentato! Anche in questo caso insomma dobbiamo le nostre caratteristiche sia all’ambiente che alla genetica…
    Interessante la tua riflessione/quesito finale..riflettendoci un po’ ho pensato: non è che per la donna la questione sia soprattutto “Quanto PUOI impegnarti in questo ruolo, a discapito di tutto il resto (famiglia)”?

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