Creativi e conformisti: miscelare prima dell’uso

Postato da Manuela Crovato il giugno 13, 2012

 

Immagine di Sebastiaan ter Burg

“Per stimolare la creatività, metteteci un po’ di conformismo”. Suona come una ricetta culinaria, invece è il titolo di un articolo HBR Italia, nonché il risultato di una ricerca condotta da tre studiosi del campo della psicologia, management ed economia e ingegneria industriale. Il loro intento era quello di scoprire la composizione dei team più innovativi, per poterla riproporre alla bisogna.

La conclusione: questo tipo di gruppi sono costituiti da percentuali più o meno omogenee di tre tipologie di individui: i conformisti (10-20%), i creativi (20-30%), gli orientati al dettaglio (10%).

Insomma, non bastano e non sono sufficienti i soli creativi per ottenere innovazione, ma sono essenziali anche i soggetti più “inquadrati” e “pignoli”: i primi spingerebbero alla cooperazione e migliorerebbero la sicurezza in sé stessi di un team; i secondi rafforzerebbero funzioni che richiedono precisione e controllo (budget e costi, scadenze…). I soli creativi, invece, se lasciati soli, risulterebbero troppo “indisciplinati” e dispersivi (piuttosto intuitivo direi).

Il consiglio per ottenere team di innovazione, dunque, è quello di miscelare bene le tre personalità nelle percentuali individuate.

Test di personalità alla mano, vediamo di dividerci nelle giuste proporzioni…

(Fonte: Harvard Business Review Italia, Marzo 2012)

Categorie: Psicologia e lavoro
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