Procrastinazione…vi dice qualcosa?

Postato da Manuela Crovato il luglio 11, 2012

 

Immagine di slworking2

Procrastinare: “rimandare qualcosa per un certo periodo o a tempo indeterminato”. Chi di noi non conosce il significato di questa parola? Se non altro per averla sperimentata almeno una volta nella vita.

L’autrice di “5 Tips to Beat Procrastination“, Elisabeth Larkin, per risolvere la sua instancabile tendenza al rimando ha elaborato 5 modi efficaci per superarla.

Eccoli in sintesi.

1. Sfruttare i tempi produttivi. Questa regola si basa sull’assunto che non abbiamo gli stessi livelli di energia e di attenzione durante tutto l’arco della giornata. Dunque,occorre capire quali siano le fasce orarie per noi più produttive e programmare le proprie attività, in modo da far corrispondere i compiti più impegnativi e concettuali agli orari in cui abbiamo livelli di energia più alti, mentre quelle più operative o di ricerca in quelle in cui siamo più stanchi.

2. Darsi dei tempi. Si consiglia di lavorare in intervalli di 30 minuti e fermarsi per una pausa di 5. Le mezzore, poi, devono essere incrementate di 10 minuti ogni volta, in modo che il tempo di lavoro sia sempre più lungo, ma raggiunto con gradualità.

3. Avere un programma. Ovvero, pianificare la settimana in modo che l’assegnazione delle attività ai giorni e alle fasce giornaliere sia vario, ma tale da consentire il rispetto delle scadenze.

Se il piano può radicarsi e diventare routine, ancora meglio! L’abitudine è una caratteristica che si confà ottimamente al cervello, che in questo modo, agisce con più facilità.

Avendo un programma prestabilito cui attenersi, inoltre, viene meno la possibilità di procrastinare, anche se su questo punto mi riservo qualche dubbio.

4. Agire sulle idee. Lavori o attività che richiedono l’elaborazione di idee o di decisioni importanti, spesso ci coinvolgono totalmente e ci distraggono da tutti gli altri compiti. Il suggerimento che viene dato è quello di pianificare del tempo anche per le necessarie riflessioni e per la loro attuazione!

5. Premiarsi. Dulcis in fundo coccolarsi (o rendere la pillola un po’ meno amara?), unendo ciò che si odia fare, con qualcosa che piace: ascoltare musica (compatibilmente con il lavoro da eseguire), sorseggiare un buon the, un caffè, una cioccolata, ecc.

Direi che i suggerimenti sono piuttosto interessanti, soprattutto i primi due, anche se l’ultimo è decisamente quello che preferisco. E voi?

Categorie: Time management

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