Le virtù sottovalutate dei dipendenti

Postato da Manuela Crovato il settembre 28, 2011

Immagine: Community Manager di elkokoparrilla

Il titolo mi ha subito colpito: “3 Undervalued Employee Virtues“, le tre virtù sottovalutate dei dipendenti dalle quali è possibile trarre vantaggi di business. Articolo chiaramente indirizzato alla categoria “capi”, ma anche a chi boss non è… potrebbe comunque scoprire di possedere doti davvero encomiabili, identificandosi con uno dei dipendenti descritti.

La prima qualità menzionata è, concedetemi la traduzione letterale, l’ imprudenza occasionale, caratteristica di colui che ogni tanto si concede la libertà di buttarsi nelle attività lavorative anche se le direttive ricevute sono limitate e poco dettagliate. Un dipendente di questo genere è molto utile quando si desidera rischiare ed esplorare nuovi territori di business. Mentre il dipendente tradizionale, infatti, tende ad aspettare istruzioni più definite, l’incauto utilizza la conoscenza accumulata sino a quel momento per adattarla alla situazione: accetta la possibilità di fallire pur di non avere alcun rimpianto e pur di godere del possibile successo.

La raccomandazione per il capo è quella di cogliere il valore di questa imprudenza.

La seconda è l’inventiva pratica, peculiarità di colui che riesce ad apportare miglioramenti ai processi, sveltendoli e ottimizzandoli, senza allontanarsi dalle direttive. Il risultato è una maggiore efficienza, qualità e accuratezza delle attività. Questa tipologia di dipendente è molto utile per la gestione di attività apparentemente standardizzate nei settori, quali elaborazione ordini, produzione, monitoraggio, servizio clienti, distribuzione e amministrazione. Per coglierne le qualità si raccomanda di passare un po’ di tempo lavorativo al suo fianco, poiché l’inventiva pratica agisce sulle attività quotidiane e non su innovazioni di prodotto altamente visibili.

Ultima caratteristica: il pensiero integrato. Il dipendente in questione è colui che riconosce la forza delle sue azioni nell’influenzare l’efficacia del lavoro dei colleghi; è sempre informato relativamente alla

mission aziendale e ha ben presente il business plan; parla con i colleghi e pianifica progetti tenendo conto di tutti queste informazioni, al fine di migliorare le prestazioni aziendali.

Beh? Se è vero che le le caratteristiche diventano qualità a seconda del contesto lavorativo e della mansione che si è chiamati a svolgere, è altrettanto realistico pensare che non siano del tutto negative un pizzico di imprudenza, creatività e spirito di collaborazione.

Siete già riusciti a cogliere la ricchezza dei vostri collaboratori? E voi dove vi collocate? Tra i tradizionali o i “virtuosi”?

Categorie: Management Psicologia e lavoro
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