Che stress il tragitto casa-lavoro!

Postato da Manuela Crovato il marzo 14, 2011

commuter train di john walker

Non solo i lavoratori sono costretti a trascorrere gran parte del loro tempo nel percorso casa-ufficio (e ritorno), ma durante il tragitto si imbattono in situazioni davvero poco rasserenanti.

E’ ancora la ricerca condotta da Regus ad affermarlo, e il problema del traffico sembra essere il fattore stressante principale. Anche treni e bus affollati sono un vero incubo, seguiti da guidatori spericolati, ritardi e interruzioni dei servizi pubblici, aggressività alla guida, maleducazione dei passeggeri.

Le ricadute? Aumento della pressione sanguigna, disordini a carico del sistema muscolo-scheletrico, aumento dell’ostilità ed effetti negativi sulle prestazioni cognitive.

Tuttavia il nostro sistema nervoso non è l’unico elemento a subire dei contraccolpi. Pare infatti che anche il portafogli non se la passi troppo bene: il tragitto casa-lavoro costa in media il 4% dello stipendio annuale, senza tralasciare quel 7% degli italiani che spende quasi il doppio…Che dire? Oltre il danno, la beffa.

Non tutto il male, però, viene per nuocere. Molti, infatti, riescono a sfruttare al meglio il tempo del percorso, compiendo telefonate di lavoro importanti o utili a mantenere le proprie relazioni sociali, ascoltando musica o leggendo audiolibri, testi in mp3 di tutti i tipi (dalla narrativa alla saggistica).

E che dire dei pendolari che usufruiscono dei mezzi pubblici? Essi, oltre alle attività sopracitate, possono trascorrere il loro tempo studiando, scrivendo o conoscendo nuove persone (non vorremmo mai trascurare le potenzialità socializzanti che un treno stracolmo porta con sè…).

Via libera, dunque, alla fantasia. Chissà che qualcuno nel tragitto non prenda una laurea o non scriva il libro della sua vita…lavorativa!

Categorie: Azienda ecologica Psicologia e lavoro
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