Voce del verbo mobbare

Postato da Manuela Crovato il maggio 30, 2011

Having a really bad day da Gillian

“Mobbing” è una parola inglese che indica un fenomeno in relatà ben conosciuto in tutto il mondo, anche in Italia.

Decisamente curioso è sapere che il primo ambito applicativo del termine, risalente agli anni ’70, è stato quello etologico, relativo cioè al comportamento aggressivo ed escludente di alcuni animali contro un membro del medesimo gruppo. Alle volte, si sa, il passo è breve ed ecco che comportamenti vessatori e deplorevoli di colleghi o capi verso un proprio compagno o dipendente acquistano la stessa denominazione, anche nel campo umano-lavorativo.

Causa di tali atteggiamenti sono per lo più invidie e gelosie o cambiamenti aziendali strategici, che portano colleghi e/o capi a decidere per l’espulsione di uno o più membri dell’azienda; questi ultimi, subendo comportamenti psicologicamente violenti e intimidazioni, ci si aspetta decidano di abbandonare il lavoro da sè, evitando all’azienda licenziamenti potenzialmente imbarazzanti.

L’autoeliminazione per sfinimento è proprio ciò che desidera ottenere l’ufficio nei confronti di Anna, in Mi piace lavorare. La protagonista è un’impiegata, interpretata dalla bravissima Nicoletta Braschi, che viene sottoposta alla privazione ingiustificata del proprio incarico con assegnazione di compiti banali e all’isolamento dei colleghi, dopo che l’azienda per cui lavora viene assorbita da una multinazionale. Le conseguenze sulla sua salute psico-fisica sono inevitabili: disorientamento, alienazione, esaurimento nervoso, malattia.

Tuttavia, il mobbing utilizza strategie d’abuso anche per altri motivi, tra cui il rifiuto, da parte della vittima, di accettare proposte immorali (sessuali, eticamente inaccettabili o normativamente illegali). E’ ciò che succede ad una giovane telefonista in Fuga dal call center, che dopo aver osato rifiutare un week-end fuori porta con il responsabile, viene sottilmente forzata ad accettare, pena il licenziamento.

Segni di vessazione sono rintracciabili anche in altre famose pellicole, come nel già citato Il diavolo veste Prada, in cui la perfida MIranda assegna ad Andrea incombenze impossibili: trovare il manoscritto di Harry Potter non ancora pubblicato in meno di 24 ore, eseguire una serie di commissioni in pochissimo tempo, trovare un volo disponibile in una notte tempestosa…O in La febbre, in cui Mario, interpretato da Fabio Volo, viene mobbato dal capo Cerqueti, perché invidioso della sua capacità di sapersi far amare da tutti e di godersi la vita, prima di ribellarsi definitivamente ai sottili soprusi, dichiarando apertamente il suo disprezzo al proprio “carnefice”.

Nella vita reale, tuttavia, palesare il dissenso è decisamente più arduo…In questi casi è utile sapere che esiste un vero e proprio Movimento Italiano Mobbizzati Associati, presente anche sul web, pronto a darvi tutte le indicazioni e i consigli del caso.

Categorie: Creatività in azienda Psicologia e lavoro
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  • Colombo

    L’italia ha risolto il problema grazie alle partite iva, niente più contratti, niente più mobizzati. Très jolie!

  • Project

    Ciao Colombo! Oggi il lavoro è sempre più flessibile e non dà garanzie di stabilità, come darti torto?
    Tuttavia ci chiediamo: il mobbing va considerato sempre un fenomeno legato alla tipologia di contratto?
    Non sarà piuttosto un problema legato alle relazioni umane? Perchè imbrigliarlo in una forma contrattuale?
    Se esiste mobbing, esistono pregiudizio e ingistizia che vanno sempre e comunque combattute!

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