Regolare i persuasori occulti

Postato da Project Group il ottobre 12, 2009

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Superbokehtheorie di eriwst

Vietato fare marchette (in gergo giornalistico: gli articoli a pagamento). E’ quanto ha stabilito la Federal Trade Commission americana a proposito degli articoli pubblicati sui blog.

Anche se, come spesso accade in questi casi, i confini del provvedimento sembrano rimanere piuttosto flessibili, si tratta del primo tentativo di disciplinare l’utilizzo della “pubblicità mascherata” sui blog. Quantomeno su quelli considerati più influenti sulla pubblica opinione perché più frequentati.

La sintesi: i trasgressori rischieranno una multa, anche se la svolta della FTC (nell’aria da tempo) ha più un intento educativo (verso i blogger) e dissuasivo (verso le aziende). Allo stesso modo – ha precisato l’ente americano – i personaggi famosi dovranno rivelare eventuali connessioni con aziende se dovessero promuovere i loro prodotti al di fuori del normale contesto pubblicitario.

Lasciandovi alla lettura ed alle vostre personalissime valutazioni, vorrei solo sottolineare la natura tipica americana di questo provvedimento. In altre parole: secondo gli americani il pubblico è target prevalentemente privo di capacità di scelta, facilmente influenzabile. Io la penso esattamente all’opposto. La sovrabbondanza di pubblicità occulta a mio modo di vedere nuoce gravemente al blogger. Soprattutto in un ambiente mediamente più attento e selettivo come quello del web e dei blognauti.

news1di Giovanni Armanini

Categorie: Comunicazione
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  • Ciò che ho capito dalla lettura dell’articolo è che il blogger, pagato da una organizzazione per scrivere di lei o dei suoi prodotti, dovrebbe rendere pubblico il legame tra lui e l’organizzazione della quale o del prodotto della quale sta parlando.
    Da questo punto di vista sono d’accordo con FTA non tanto per una scarsa considerazione dell’utente quanto piuttosto proprio per il contrario: l’utente della rete, dotato di intelligenza e senso critico saprà che all’informazione sponsorizzata dovrà porre particolare attenzione. Obbligare un blogger a esplicitare queste relazioni giova ad una “economia morale” complessivamente più giusta.

  • Giovanni Armanini

    concordo sulla necessità di una economia “più” morale, non su quella di regolamentare e multare…

  • ale

    vi segnalo questo commento di Punto Informatico sul tema. Mi sembra un argomento molto importante per noi, che ci troviamo a fare pubblicità per i nostri clienti su blog e forum.

  • Dovremmo mettere a fuoco alcune cose che hanno a che fare con qualcosa che va oltre la nostra percezione del significato del termine “pubblicità”, cose che ci spingono ad approfondire e comprendere meglio che cosa si nasconda dietro a parole come “etica”, “giustizia”, “trasparenza”.
    Personalmente sono convinto che siano ben pochi gli operatori di questo mercato che si comportano nel rispetto di un livello anche minimo di questi “valori”.
    La nostra società evolve naturalmente verso una situazione di sempre maggiore disordine, un disordine fatto paradossalmente di regole, più regole creiamo e più confusione facciamo, più confusione percepiamo e più cerchiamo di creare regole. A volte, colti dalla disperazione, poniamo sanzioni senza però preoccuparci troppo dei principi.
    Un bell’esempio a riguardo è dato dalle scelte della Comunità Europea di sviluppare principi e requisiti essenziali in tema di sicurezza anziché perdersi nel dettagli tecnici riguardanti impianti, macchine, prodotti, ed altro.
    Analogamente penso gioverebbe identificare, meglio ricordare e sottolineare, alcuni buoni principi quali quelli riportati in apertura al commento di Mafe De Baggis secondo la quale se parli di un prodotto a prescindere dalla propria esperienza, pagato per farlo, “solo perché vieni pagato non sei un blogger, ma un editore: non perché “essere blogger” abbia una particolare carica etica, ma perché accetti di vendere uno spazio pubblicitario ai tuoi lettori”. Effettivamente dovremo riflettere su questo, noi “che ci troviamo a fare pubblicità per i nostri clienti su blog e forum”.

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