Marina Mele racconta: come scelgono le aziende un Executive Coach

Postato da Project Group il luglio 21, 2016

Abbiamo incontrato oggi Marina Mele, WABC Executive Coach, EIBN senior member e counselor, marinanonchè nostra collega.

Ci siamo presi un caffè e qualche minuto per parlare della figura dell’executive business coach, figura che Marina ricopre presso alcune aziende clienti. L’abbiamo fatto alla luce di una ricerca pubblicata dall’associazione WABC – Worldwide Association of Business Coaches, in cui si indagano le qualità e le esperienze ricercate dalle aziende nei coach al momento della loro selezione.

Pg: Buongiorno Marina, partiamo innanzitutto dalla definizione di business coach. Sei d’accordo con la definizione data dal WABC “i business coach sono specializzati nel coaching di persone appartenenti ad un’azienda, supportano i clienti nel raggiungere gli obiettivi aziendali. Attraverso colloqui e momenti di confronto i coach aiutano i propri clienti ad osservare i comportamenti, le abitudini che vivono col fine di far emergere le loro abilità latenti senza limiti e costrizioni” ?

Marina: Sì sono d’accordissimo, ma aggiungo che il business coaching utilizza metodologie – essa stessa è una metodologia – per orientare i clienti verso obiettivi ambiziosi che diventino poi risultati prestigiosi. Questi obiettivi devono essere connessi con la mission e la vision aziendale. Coach, coachee e committente devono essere allineati e condividere lo spirito dell’azienda. Solo così i risultati del lavoro fatto insieme saranno eccellenti e porteranno soddisfazione.

Pg: Partiamo dalla tua esperienza personale: ti è mai capitato di essere valutata insieme ad altri coach?

Marina: Penso questo capiti sempre e lo ritengo corretto ed etico.

Pg: Quali sono stati gli elementi discriminanti che hanno portato l’imprenditore a sceglierti?

Marina: Li riassumo in 3 punti:

1.La mia precedente esperienza nel ruolo di Executive: prima di scegliere la professione di Executive  Business Coach, ho ricoperto la carica di Executive in diverse aziende. Quando racconto il mio passato lavorativo l’imprenditore riconosce in me un linguaggio comune, una capacità concreta di lettura del contesto organizzativo, delle logiche e dei processi aziendali. Credo che l’aver ricoperto una tale carica sia distintivo per un Executive Business Coach e, azzardo, sia quasi fondamentale.

2.Capisco velocemente il contesto organizzativo, la mission e la vision. Per la mia professione è molto importante comprendere la direzione verso cui l’azienda è orientata, capire se le persone hanno chiara questa direzione, riuscire a cogliere le reali motivazioni dei manager.

3.L’ampiezza delle esperienze vissute e la creatività dei tools che riporto nel mio curriculum (ad esempio la tecnica dell’Enneagramma).

Pg: Sei quindi d’accordo con quanto emerge dalla ricerca: “le aziende al momento della selezione pongono molta attenzione all’esperienza acquisita lavorando in campo aziendale e alla formazione continua”?

Marina: Assolutamente sì! Mi sono laureata con una tesi sulla formazione continua dell’adulto, non potrei essere contraria. Sono fortemente concentrata sulla formazione dell’adulto perché, l’adulto, per professionalità o per volontà sceglie autonomamente il percorso di crescita.

Pg: Puoi dare qualche consiglio ai nostri lettori e agli imprenditori che un domani potrebbero trovarsi a dover selezionare un Executive Coach?

Marina: Scegliete una persona matura, esperta e assolutamente certificata. Leggete il cv che vi porta e cercate di cogliere se tutto quello che è certificato e scritto lo sentite anche raccontare a voce e lo respirate.

Pg: Quindi le certificazioni avvalorano la tua professione?

Marina: Le certificazioni avvalorano il coaching: studiare, praticare il coaching presso un cliente reale, frequentare la scuola, sostenere esami. Questi passaggi sono fondamentali: questa professione rientra nelle relazioni d’aiuto, entrare in contatto con le persone necessita di una preparazione profonda sia a livello tecnico che a livello di equilibrio personale. 

Pg: Marina ci racconti in ultimo l’acronimo WABC?

Marina: WABC – Worldwide Association of Business Coaches – è un ente certificatore esclusivamente di business Executive Coaching. Essere parte di questa associazione è una grande ambizione e un grande traguardo.

Pg: Cara Marina ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato e per i preziosi consigli.

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Categorie: Comunicazione Management Project Group

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