L’Idea Management

Postato da Manuela Crovato il settembre 11, 2012

 

Immagine di Jordanhill School D&T Dept

Leggevo l’inserto all’Harvard Business Review Italia sul tema del Social Business. Interessante! penso e..tac: “Innovation through collaboration- Rendere social il processo di innovazione“. Ci piace l’innovazione qui in PG e so che l’articolo interesserebbe anche agli altri. Così decido di leggerlo anche per loro. Un concetto mi attrae: Idea management. Di cosa si tratta? E’ una “gestione collaborativa delle idee“, ovvero un processo finalizzato alla loro raccolta, gestione, selezione e condivisione. Ovviamente è il come che la rende speciale: la condivisione, infatti, avviene attraverso sistemi di intranet, ovviamente social.

Ogni azienda che voglia stare al passo con i tempi ed essere concorrenziale sul mercato ha bisogno di elaborare nuove idee, ma il problema è rendere efficiente questo processo e l’idea management può essere la risposta.

In sostanza si tratta di condividere ciò che le persone designate all’elaborazione di un nuovo prodotto o un nuovo business hanno elaborato e pensato, su piattaforme ad accesso comune.

Qualche caratteristica e i vantaggi.

Innanzitutto questi sistemi consentono di dare voti e fare commenti alle proposte dei colleghi; l’evoluzione delle idee e le loro scelte sono ben visibili a tutti e in tempo reale, anche chi sono i protagonisti delle proposte e quali hanno il maggior consenso.

Questo processo consiste in più fasi di elaborazione.

Fase uno. E’ la fase di focalizzazione sul tema, quello su cui si vogliono sviluppare le nuove idee e di individuazione delle risorse da coinvolgere: quali sono le persone più adatte all’elaborazione di proposte relative all’argomento in questione? Quali sono quelle che possono dare maggiori contributi? I più creativi? I più esperti?

Fase due. E’ il momento di coinvolgere le persone individuate. Evidentemente sono le migliori che possono darci una mano (le abbiamo scelte!). Tuttavia un arricchimento può avvenire anche da altre, ecco perché è necessario estendere il processo di ideazione ad un gruppo più ampio.

A questo punto è essenziale gestire le proposte, offrendo feed-back calibrati in modo da premiare i comportamenti positivi (quelli che portano all’elaborazione costruttiva delle idee, come ad esempio: commenti precisi, collegamento tra idee) e correggere i linguaggi non adeguati, le idee fuori tema o che distraggono dal raggiungimento dell’obiettivo.

Fase tre. E’ ora di selezionare le idee migliori, ancora in pubblico, dalla piattaforma. I giudici sono gli esperti dell’argomento, che dovranno valutarne l’utilità per l’azienda e la loro fattibilità (sono realizzabili?).

Una volta individuati i “vincitori”, questi dovranno essere premiati e le idee applicate!

L’articolo però non spiega come vengano coinvolte le persone (tramite contest?!) e se ci siano dei metodi per incentivare la loro creatività (un alternativa al brainstorming, please!)

Categorie: 2.0 Comunicazione Creatività in azienda
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  • Diego Cagnoni

    il concetto di idea generation che proponi è legato fortemente al crowdsourcing. Il modello pubblico emblematico è il Mulino che vorrei di Mulino Bianco.

    Normalmente non vengono indetti contest o call to action particolari a meno che non sorga l’esigenza, ma anzi il meccanismo di idea generation è sempre in atto. La leva, normalmente, è data da ricompense intrinsiche (reputazione) o estrinsiche (premi in denaro / oggetti). Per esempio un’azienda Australiana utilizza una sorta di ecommerce interno dove gli utenti (i dipendenti) possono spendere i punti guadagnati tramite alcune attività sulla loro intranet, tra cui anche la proposta di idee, commenti e realizzazione delle proprie idee (se passano il processo di selezione che di solito è diviso in due fasi: una prima fase di scrematura delle idee che viene eseguita dagli utenti stessi tramite meccanismi di preferenza come votazioni o “like”; e una seconda fase dove regolarmente gli incaricati selezionano le 3 idee con i voti più alti e le sottopongono al processo di verifica interna per constatarne l’effettiva realizzazione e i relativi costi).

    Diego

  • Ciao immagino che tu stia parlando del nostro articolo 🙂
    Questo corretto? http://socialbusinessmanifesto.com/

    In realtà il processo di innovazione partecipata è molto complesso e non e’ facile riassumerlo in un articolo dal taglio divulgativo.
    Di sicuro puoi tenere presente che ci sono una serie di attività che si possono portare avanti per aumentare il coinvolgimento delle persone e per migliorare la loro partecipazione. Tipicamente in una fase si condividono con tutti i partecipanti gli obiettivi e i punti di controllo ai quali si vuole arrivare, si spiega il perchè di un’iniziativa di innovazione partecipata e si coinvolgono le persone attraverso più strumenti e più strategie: gamification (molte delle piattaforme di idea management hanno questi meccanismi alla base), codesign (per decidere assieme agli utenti magari i temi sui quali è più interessante lavorare alla fase di idea generation), questionari e mappe di affinità (per eventualmente raggruppare persone che hanno interessi simili e che possano parlare degli stessi temi)… E via dicendo.
    Sono sempre fondamentali anche attività di community management per motivare e per spingere alla partecipazione… Quella e’ forse la sfida più difficile ma anche quella più stimolante…

    Ciao!

  • Manuela81

    Ciao Stefano, esattamente il vostro articolo!… Grazie per la risposta molto esaustiva, ora è tutto decisamente più chiaro. Mi terrò informata sull’argomento!

  • Manuela81

    Grazie Diego! Quanti spunti!…Ma che bell’idea l’e-commerce interno!!! Ora faccio piccola ricerca, decisamente da approfondire…

  • Figurati grazie a te per averlo segnalato 🙂
    A presto

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