I social network…sul lavoro

Postato da Project Group il ottobre 21, 2013

Immagine di Tanja Scherm

In pillole:

  • Nonostante la diffusione dei Social Network sia sempre più massiccia, 7 aziende su 10 vietano ai propri dipendenti di accedere ai social network.
  • I social network tuttavia consentono di conoscere i propri clienti, intessere relazioni professionali fruttuose e creare engagement nei dipendenti.
  • Le aziende temono i social network perchè: possono portare a una fuga di informazioni, minare la privacy dell’utente ed essere una fonte di distrazione e quindi di calo della produttività.
  • Project Group ritiene i Social Network un’opportunità e ne fa un uso differenziato a seconda dello strumento e dei propri obiettivi.

Presentazione dello strumento

L’uomo, si sa, è un animale sociale, ma pare che ultimamente stia davvero “esagerando”. Ci riferiamo alla tendenza ormai diffusa a livello planetario di intessere relazioni di ogni tipo, con persone di ogni luogo del mondo, a qualsiasi ora del giorno e con le persone più disparate, attraverso i Social Network.

Ma cosa di intende esattamente per “Social Network”? Sono comunità online, organizzate intorno ad un sito web, che consentono agli utenti di creare e gestire un proprio profilo personale e, attraverso esso, delle reti sociali con conoscenti, parenti amici, o semplicemente altri utenti accomunati da interessi comuni. Si caratterizzano per la presenza di uno spazio virtuale di interazione e la possibilità di stringere amicizie e contatti con i quali comunicare.

Social network più famosi sono: Facebook, Twitter, Linkedin, Google Plus, Youtube, MySpace, Foursquare…

 

Sua diffusione

In Italia la diffusione dei social network è sempre più massiccia. Stando ai dati presentati da Vincenzo Cosenza, Social Media Strategist di Blogmeter, durante lo State of the net di quest’anno, la conferenza sullo stato della rete in Italia, emerge una fortissima predominanza di Facebook rispetto a tutti gli altri social network, con 23 milioni di utenti mensili (15 milioni giornalieri, tra cui 10 milioni da mobile). In netto distacco ritroviamo tutti gli altri: 3,83 milioni di utenti per Google Plus; 3,52 per Linkedin, 3,35 per Twitter (per citare i più famosi).

Il discorso si fa ostico quando ci si sposta in ambiente lavorativo: la maggior parte delle aziende, infatti, vieta ai propri dipendenti di accedere ai social network, perché ritenuti un elemento di distrazione e un possibile mezzo di diffusione di dati sensibili relativi all’azienda. A confermarlo la ricercacondotta nel 2012 da due aziende di servizi IT (la Easynet Global Services e e la Ipanema Technologies) su un campione europeo di 550 responsabili IT: il 67% blocca l’accesso a Facebook, il 60% a YouTube, il 49% a Twitter e il 56% a ogni contenuto video online.

A discapito di quella che sembra la tendenza dominante in campo lavorativo, i social network sono uno strumento che può essere utilizzato anche all’interno delle mura aziendali, creando ciò che viene definito Enterprise Social Network (ESN). Tale fenomeno si riferisce sia all’utilizzo di strumenti social interni, che, quindi facilitano la comunicazione, la condivisione e la collaborazione tra colleghi, sia all’uso dei social network pubblici (Facebook, Twitter, Google+), che consentono all’organizzazione di conoscere e stare più vicina ai propri clienti o possibili collaboratori.

Pro e contro

I social network, oltre a condividere gran parte dei vantaggi con la chat (comunicazione in tempo reale e a distanza, accesso sia da apparecchio mobile che da fisso, economicità, possibilità di condivisione di video e immagini, notizie), consentono di:

  • conoscere i propri clienti in modo più approfondito e comunicare con loro con maggior facilità (per le aziende di prodotto, può consentire di conoscerne i gusti e creare un’offerta mirata e soddisfacente);
  • allargare il network aziendale, favorendo relazioni di collaborazione lavorativa;
  • creare engagement, ovvero senso di appartenenza e coinvolgimento dei dipendenti verso l’azienda per cui lavorano. Essendo infatti strumenti di comunicazione informale, facilitano la comunicazione e la costituzione di gruppi “amicali”.

Fin qui tutti i vantaggi. Tuttavia, i social network:

  • possono portare alla fuga di informazioni aziendali, sia attraverso la parola dei propri dipendenti, sia attraverso forme di hackeraggio (pirateria informatica);
  • possono essere una fonte di distrazione e quindi di diminuzione di produttività;
  • possono minare la privacy dell’utente e rendere difficoltosa la separazione tra identità privata e lavorativa. Nel caso dei social network pubblici, infatti, i contenuti lavorativi possono mischiarsi a quelli personali.

 

Cosa ne pensa Project Group

Project Group è presente su tutti i principali social network: Facebook, Linkedin, Twitter, Youtube, Google Plus e tiene attivo un blog aziendale, per la cronaca degli eventi, sia interni che esterni, o come riflessione sulle tematiche del variegato mondo lavorativo. Project Group crede nella forza e nel valore dei social media, ma soprattutto nell’opportunità che essi costituiscono per il mondo lavorativo e di business.

Per questo motivo, anche i collaboratori hanno profili personali sui principali social network pubblici (Facebook, Linkedin, Twitter) e sono sollecitati dal marketing interno al loro uso professionale. Tra di noi, tuttavia, non mancano i più scettici, per i quali i profili personali devono rimanere tali, soprattutto per quanto riguarda Facebook.

Twitter viene usato soprattutto come strumento di aggiornamento per i collaboratori, attraverso l’invio mirato di articoli di interesse professionale, anche se non manca il suo utilizzo durante per la partecipazione a eventi. Facebook invece è dedicato agli aspetti più ludici del lavoro; sulla pagina vengono perciò pubblicate soprattutto fotografie e video legati a eventi organizzati da noi, o esperienze di team building interno.

Esiste in Project Group anche una parte social meno aperta all’esterno, soprattutto attraverso la già citata wiki, che ci consente di sperimentare la nostra creatività e capacità di divertirci in maniera più protetta e perciò a volte un po’ più libera…

 

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Categorie: 2.0 Comunicazione Project Group Psicologia e lavoro Smart Working
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