Disruptive Innovation: di cosa si tratta?

Postato da Project Group il giugno 7, 2017

Con il termine Disruptive Innovation si fa riferimento ad un tipo di innovazione che rende prodotti e mercati di nicchia accessibili a tutta la popolazione, intervenendo sulla semplificazione del prodotto e sulla conseguente diminuzione di prezzo.

Quali caratteristiche identificative di questa innovazione? Scopriamole insieme!

Le principali caratteristiche della disruptive innovation

Clayton Christensen nel best seller “The Innovator’s dilemma”, chiarisce il significato di innovazione, distinguendo due tipologie di categorie:

– sustaining innovation: miglioramento in seguito al rilievo di non conformità, reclami dei clienti, desiderio di soddisfare meglio i clienti esistenti;

 

– disruptive innovation: un’innovazione che prende le mosse da mercati di nicchia per poi espandersi fino ad intaccare la visione tradizionale di un certo prodotto.

Nell’ambito della disruptive innovation, in genere, si parla di start-up che, grazie alla loro flessibilità aziendale e alla capacità di sperimentare a costi contenuti, riescono ad individuare ed introdurre novità e funzionalità differenti rispetto a quelle che il mercato sta valutando, al contrario delle imprese consolidate nel mercato, che restano focalizzate sulle innovazioni incrementali e, quindi, orientate ad investire sul miglioramento del prodotto che già funziona, anziché avventurarsi in un nuovo progetto.

La disruptive innovation non è quasi mai guidata dal mercato, ma è una modalità differente di erogazione di un prodotto al quale i consumatori sono abituati ad utilizzare.
Non un’innovazione che distrugge dunque, bensì un’innovazione che diffonde. Cosa? Prodotti già esistenti, ma esageratamente complessi e costosi per essere destinati alla maggioranza dei clienti. Come? Studiando i mercati di nicchia, scomponendo i paradigmi esistenziali di certi prodotti e trasformandoli in prodotti di più facile utilizzo ed acquisto, avviando di fatto un processo che porterà prodotti, già esistenti ma destinati a pochi, ad essere accessibili alla grande maggioranza della popolazione.

Alcuni esempi di disruptive innovation

Le macchine fotografiche digitali compatte, della Canon o della Nikon, alle quali sono stati preferiti gli smartphone, capaci di offrire le stesse funzionalità; così come Netflix e Spotify che, identificati gli ambienti in cui agire, hanno cambiato il modello dello streaming per film e musica.

Per scoprire altri numerosi esempi di disruptive innovation leggete il nostro articolo sul Giornale di Brescia , se  invece volete scaricare la card con la definizione, cliccando qui!

Categorie: Business note Industria 4.0 Parole del management

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