Disruptive Innovation: di cosa si tratta?

Postato da Project Group il aprile 3, 2017

Vogliamo introdurvi alla definizione di disruptive innovation parlandovi del best seller “The Innovator’s dilemma”, una pietra miliare sul percorso, non sempre facile e lineare, di comprensione del significato di innovazione.

Uno degli aspetti fondamentali sottolineati da Clayton Christensen – autore del libro – è la distinzione dell’innovazione in due tipologie di categorie:

-sustaining Innovation: miglioramento in seguito al rilievo di non conformità, reclami dei clienti, desiderio di soddisfare meglio i clienti esistenti;

-disruptive Innovation: un’innovazione che prende le mosse da mercati di nicchia per poi espandersi fino ad intaccare la visione tradizionale di un certo prodotto.

Le principali caratteristiche della disruptive innovation

La principale differenza è che la sustaining innovation è orientata verso i bisogni attuali dei clienti mentre, la disruptive innovation è un processo che porta a soddisfare i bisogni dei clienti del futuro! 
Se volessimo dare una definzione nostra di questa tipologia di innovazione diremmo che: “con il termine Disruptive Innovation si fa riferimento ad un tipo di innovazione che rende prodotti e mercati di nicchia accessibili a tutta la popolazione, intervenendo sulla semplificazione del prodotto e sulla conseguente diminuzione di prezzo”.

Non un’innovazione che distrugge, bensì un’innovazione che diffonde. Cosa? Prodotti già esistenti, ma esageratamente complessi e costosi per essere destinati alla maggioranza dei clienti. Come? Studiando i mercati di nicchia, scomponendo i paradigmi esistenziali di certi prodotti e trasformandoli in prodotti di più facile utilizzo ed acquisto, avviando di fatto un processo che porterà prodotti, già esistenti ma destinati a pochi, ad essere accessibili alla grande maggioranza della popolazione.

Il nuovo ciclo di vita dell’innovazione disruptive

Abbiamo sintetizzato le fasi di implementazione del processo che vi porterà ad attivare un’innovazione cosidetta disruptive, così come l’hanno fatto prima di voi organizzazioni – Uber e Airbnb per citarne due – che oggi hanno raggiunto il successo e milioni di users:

1.giocare con nuovi attributi del prodotto sacrificando caratteristiche tradizionalmente considerate vitali per il prodotto;

2.sperare che la maggior parte dei clienti condivida la priorità dei nuovi attributi del prodotto: la disruption è fatta;

3.trasformare prodotti prima complessi e costosi in prodotti accessibili alla grande maggioranza della popolazione;

4.raggiungere il successo.

Alcuni esempi di disruptive innovation

Dal lettore cd all’Mp3: nonostante qualità audio molto scarsa, l’Mp3 è riuscito a sostituire il lettore Cd puntando sulla possibilità di offrire un numero molto maggiore di canzoni agli users.

Un altro esempio è l’ineguagliabile successo dell’I-Phone: mentre tutti i competitor si sfidavano su durata della batteria, velocità invio e-mail e messaggistica, possibilità di eseguire le applicazioni, qualità del vivavoce, e accesso alle informazioni su internet; Apple presentò un telefono con un touchscreen di difficile utilizzo, una qualità del vivavoce molto scarsa, un browser web fondamentalmente inutilizzabile sulla rete wireless 2G ed un durata della batteria scadente.

Per capire l’innovazione dirompente di Apple dobbiamo ripensare alla presentazione del prodotto fatta da Steve Jobs. L’I-Phone fu presentato come l’evoluzione dell’I-Pod touch: un I-Pod con la possibilità di telefonare e di navigare in Internet perché dotato di wi-fi.

Apple non aveva, dunque, presentato un nuovo telefono, ma l’evoluzione dell’I-Pod ad un prezzo relativamente contenuto (solo 100 $ in più di un normale I-Pod), facendo nascere negli utilizzatori dell’I-Pod nuove esigenze e bisogni, fino ad allora latenti, in quanto usavano i device Apple solo per ascoltare musica e non per telefonare. Geniale!

Se volete scaricare la card con la definizione, potete farlo cliccando qui!

Categorie: Business note Industria 4.0 Parole del management

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