Stop al Caffè

Postato da Manuela Crovato il marzo 17, 2010

Our Coffee miss u da [jRa7]

Ancora pochi giorni e calerà il sipario “sul caffé”.

In molti ci hanno chiesto, stupiti, se avessimo deciso di vendere caffé anzichè proseguire con la consulenza e la formazione…e la risposta è stata: stiamo scherzando?!?! Siamo oggi più che mai una società di consulenza di direzione e organizzazione aziendale!

L’intenzione è stata quella di affrontare, attraverso il caffè, una tematica scottante, quale quella dei coffee break nelle ore di lavoro. Questione particolare, quella della pausa, perché legata al diritto al “riposo” dei lavoratori, alle sue ricadute su efficacia e produttività, al rapporto tra manager e dipendenti.

È stato interessante, tra gli altri, scoprire realtà lavorative molto diverse tra loro: da quelle in cui “fermarsi” si configura come una gentile concessione, a quelle in cui invece si palesa quale diritto e riflesso di una politica organizzativa fuori dall’ordinario.

Ci auguriamo che le riflessioni fatte abbiano portato anche voi, come noi, ad acquisire maggior consapevolezza riguardo alle pause lavorative che realmente facciamo e a quelle che, sognando, vorremmo poter vivere.

Infine, sperando che i coffee break delle nostre aziende siano sempre più “straordinari”, nel senso di “fuori dall’ordinario” (per intenderci: non cronometrate e svolte in luoghi di ristoro confortevoli), vi anticipiamo che il tema dei prossimi post sarà nientepopodimeno che…. la vostra scrivania!

Categorie: Benessere organizzativo
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  • A proposito di produttività, mai sentito parlare della “tecnica del pomodoro”? (http://www.pomodorotechnique.com/).
    La uso spesso quando possibile e devo dire che è davvero efficace e rivelatrice della propria produttività.

  • Lorenzo

    Mi trovo molto d’accordo! 🙂
    Il tema della pausa, come il tema più generale del tempo all’interno dell’impresa – sopratutto nella nostra penisola – raramente viene affrontato come strumento strategico o addirittura di empowerment rispetto alle proprie risorse, ma spesso viene relegato a una dimensione di compassione o di favore – ti do anche una pausa di tanto in tanto cosa vuoi di più?.

    Complimenti per la “trovata”, attendo di leggere la prossima “saga” 🙂

  • Project

    Grazie Emanuele per averci ricordato la tecnica del pomodoro! Effettivamente avevamo letto qualche articolo su questo metodo dal nome insolito, ma senza mai applicarla! Che sia giunto il momento?…Comunque buonissimo spunto per un futuro argomento!…

  • Project

    Grazie anche a te Lorenzo per i complimenti e per le tue sagge parole, che peraltro concordano perfettamente con le nostre ;). Effettivamente, in qualità di società di consulenza organizzativa, ci sentiamo particolarmente sensibili a tali questioni e desiderosi di confrontare le nostre idee, anche con chi le vive in prima persona…
    Alla prossima saga allora! 🙂

  • Cristina

    che bello! grazie emanuele…ho già scaricato il pomodoro sul mio mac!! ora mi manca solo di capire come utilizzarlo!!
    e grazie anche a Lorenzo per avere condiviso il mio stesso stupore per il poco spazio che la pausa caffè trova nei pensieri degli imprenditori!

  • @Project
    Effettivamente “pomodoro” è un nome insolito, ma essendo l’ideatore un italiano e prendendo spunto dal timer da cucina il nome è azzeccato.

    Provate e fateci sapere.
    La mia esperienza è partita da giornate con 3-4 pomodori per arrivare ad oggi con 10-12 pomodori.
    Ma la cosa migliore è che si impara molto meglio a stimare i progetti.
    Non sembra ma in 25 minuti si fanno davvero tante cose!!

  • La prossima settimana sperimenterò la tecnica del pomodoro nella realizzazione di esercitazioni. Un corso sul project management potrebbe essere l’ideale.
    “Da ora avete 4 pomodori per svolgere questa ricerca…”
    che forte!

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