Quando il collega o il capo vanno in pensione

Postato da Manuela Crovato il febbraio 7, 2013

Immagine di Philip Taylor

La pensione è una delle tappe fondamentali della vita di ognuno di noi: segna il termine del nostro percorso lavorativo e l’inizio di un nuovo cammino. Come ogni traguardo importante che si rispetti, anche questo passaggio ha i suoi riti. Tradizionale è l’organizzazione, da parte dei colleghi, di cene o piccoli rinfreschi e il dono di un presente. La scelta di quest’ultimo in genere è l’aspetto più ostico.

Vi sono numerosi post, soprattutto in lingua inglese, che dispensano suggerimenti sul tema, sia nel caso in cui il pensionato è un collega, sia quando si tratta del capo.

In “What are some good retirement gift ideas“, par di capire che un buon regalo sia quello che ha a che fare con l’hobby o la passione del futuro pensionato. Tradizionali, ma sempre molto gradite, anche le presentazioni, sotto forma di narrazione, di fotografie del soggetto interessato nei momenti di lavoro o di svago con i colleghi.

Se il dono deve essere fatto da un gruppo numeroso, all’interno del quale vi sono persone che non hanno una relazione particolare con il festeggiato, è bene orientarsi sulclassico biglietto di saluto, anche se non sono da escludere buoni per cene o acquisti (un po’ come si fa per i compleanni o per il Natale). Differente è il discorso per le vere amicizie che si possono instaurare in ambito lavorativo: in quest’ultimo caso la stretta relazione consente azioni più confidenziali, come, ad esempio, l’offrire un pranzo in un luogo particolare e significativo per i diretti interessati.

Se è il capo ad andarsene, le idee-regalo non sono differenti, ma occorre muoversi con più cautela (sempre che la vostra relazione sia così informale da non richiedere alcuna prudenza). L’autore di “Inexpensive Gifts for a boss retiring“, ci ricorda, innanzitutto, di considerare che tipo di relazione sussiste- amichevole o formale?- e soprattutto da quanto tempo. Occorre, inoltre, tener conto della personalità del capo: sa stare al gioco? In questo caso non ci sono problemi a progettare piccoli scherzi o a fare battuterelative alla sua nuova condizione (sempre con la dovuta delicatezza). Si offende con facilità? Meglio non rischiare; nonostante non sia più un vostro superiore, la cattiva figura passerà ai posteri, oltre che alla conoscenza del nuovo superiore.

Tuttavia la vera idea stravagante è venuta al proprietario di una concessionaria negli Stati Uniti, che ha regalato ai suoi 89 ex- dipendenti un assegno da mille dollari per ogni anno lavorato al suo servizio. Un modo davvero inusuale di esprimere la propria riconoscenza…ma molto apprezzato. Ci credo.

Categorie: Benessere organizzativo Psicologia e lavoro
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