Consigli per tonificare il cervello

Postato da Manuela Crovato il ottobre 26, 2012

Immagine di Liz Henry

Che la nostra intelligenza possa aumentare anche in età matura non è provato, ma che possiamo diventare cerebralmente più brillanti e ritardare l’insorgere di malattie come l’Alzheimer sì. Quindi niente scuse, sentite qui e mettetevi al lavoro.

La fonte è un articolo comparso su Wired di Settembre. “Metti il turbo al tuo cervello”: un titolo, un monito. Perché dovete impegnarvi e fare tanto allenamento.

Uno dei suggerimenti è il vecchio e caro cruciverba. Occorre dedicarci un po’ di ore, perciò niente sensi di colpa: è un gioco, ma non una perdita di tempo (anche perché potreste sempre farlo nel tragitto casa-lavoro o sostituirlo alla tv).

La curcuma è il secondo. Non la conoscevo. E’ una spezia diffusa in India e Thailandia e pare rallenti i processi degenerativi legati alla demenza senile. Mi chiedo solo quanta se ne debba mangiare…Nell’eventualità che non vi piaccia, non disperate; buttatevi su cioccolato amaro e/o vino rosso, che sono ricchi di flavonoidi (autentico oro per la memoria). Anche lo yogurt (i fermenti lattici probiotici) fanno bene perché attivano le aree cerebrali della memoria e delle emozioni.

Anche il il caffè è consigliato, soprattutto per depressione e memoria a breve termine.

L’articolo suggerisce, inoltre, di praticare taekwondo, ma una qualsiasi attività aerobica e di coordinazione andrà benone. Eh sì perché “studi mostrano che l’allenamento delle funzioni senso-motorie può rafforzare quelle cognitive” poiché i due sistemi cerebrali sono strettamente connessi e la sollecitazione degli uni influirebbe sullo sviluppo degli altri: ecco perché tra i consigli compare anche quello di “fare la calzetta”, anche se dubito possa essere di grande coinvolgimento, soprattutto per gli uomini. Esercitare la manualità fa sempre bene (per gli stessi motivi), quindi viva il bricolage.

Della serie “cultura”, il simpatico autore ci spinge a fare almeno tre cose: frequentare festival letterari per ampliare le nostre conoscenze; scegliere un’opera d’arte della nostra città e tornare periodicamente ad osservarla per affinare la capacità di analisi e scoprirne lati nuovi; ascoltare Dante con iPod (“La Divina Commedia impegna il cervello più della maggior parte dei testi contemporanei”…un po’ l’avevamo capito da soli, o no?).

I week end fuori porta, a contatto con la natura, aiutano a distendere la mente. Già che ci siete dormite tanto: il vostro cervello lavora lo stesso e sedimenta tutto ciò che avete appreso durante la giornata.

Allenatevi ad ascoltare punti di vista differenti dai vostri e della vostra cultura, guardando news o programmi di Paesi stranieri.

Anche imparare una seconda lingua è un allenamento molto intenso e potreste rafforzarne l’apprendimento con l’attività precedente. Altrimenti dedicatevi alla musica e imparate a suonare uno strumento, che di concentrazione e coordinazione ne richiede parecchia.

L’attenzione è fondamentale, soprattutto quando si stanno eseguendo attività importanti, quindi il suggerimento è spegnere lo smartphone e non avere distrazioni!

Per una regola c’è sempre il suo contrario: ecco allora che occorre imparare anche a distrarsi (evidentemente nei momenti in cui è possibile), per consentire al cervello di lavorare su ampia scala senza l’interferenza dei pensieri.

E perché non diventare esperti in qualcosa? Padroneggiare un’attività, un gioco, una materia consente infatti di diventare più rapidi e precisi nei meccanismi mentali che l’esercizio prescelto richiede (Gli scacchi, per dirne uno).

Bene anche i videogiochi per i riflessi, il multitasking e la rapidità.

Ritroviamo la tecnica del pomodoro (vedi La tecnica dl pomodoro), che prevede pause frequenti, utili all’agilità mentale e alla sedimentazione delle informazioni.

In ultimo, anche il metodo mnemonico che suggerisce di associare la parola da memorizzare a un’immagine: controindicazioni? Ricordarsi l’immagine e non la parola. A me succede. Ogni volta.

Categorie: Benessere organizzativo Creatività in azienda Psicologia e lavoro
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