Don’t Make Me Think – un approccio alla web usability

Postato da Diego Cagnoni il luglio 18, 2013

 

 

Don’t Make Me think Don't make Me Think
Un approccio di buon senso all’usabilità del web, di Steve Krug, uscito nel 2006 nella sua seconda edizione.

Il testo spiega come l’usabilità, concetto molto raccomandato e poco praticato, sia fondamentale per costruire pagine di siti web fruibili, facili da usare e coinvolgenti. La grafica interna del libro, accattivante, a colori, ricca di sezioni informative, approfondimenti e diagrammi, mantiene sempre alta l’attenzione del lettore e trasmette facilmente i concetti fondamentali.
Nella seconda edizione, Steve aggiunge tre nuovi capitoli nello stesso stile dell’originale: ironia e intrattenimento, e una sfilza di suggerimenti e consigli pratici sia per neofiti che per esperti.
(da http://www.ibs.it/code/9788848118668/krug-steve/don-make-think.html).

Un libro che ci parla della web usability, cioè dell’arte di creare un sito web, dove le persone si muovono a loro agio, trovando ciò che serve senza sforzi. Krug ci insegna a creare, in primis, delle pagine e, in secundis, un vero e proprio sito che comunica le nostre idee in modo chiaro e veloce.

L’autore ci spiega che per progettare un buon sito dobbiamo rendere chiaro ogni suo dettaglio. Chi vi accede, infatti, chiede una cosa precisa: “Don’t make me think!”, “Non farmi pensare!”. Dunque: ogni pagina deve essere resa ovvia, facile da capire e da usare; in caso contrario i fruitori ci “puniscono” non visitandola più (chi mai torna su un sito difficile da navigare?).

Seppur di argomento tecnico, il testo è fruibile ai più, grazie ad una scrittura semplice e chiara e all’uso massiccio di esempi.

Lo stile è vivace, diverte e coinvolge.

Krug, infine, ci esorta a metterci nei panni di un futuro utente, ovvero ad ipotizzare eventuali problemi futuri e, quindi, risolverli preventivamente. Un consiglio utile anche nella vita quotidiana, che può aiutarci a migliorare la comunicazione con gli altri.

 

Le lezioni più importanti apprese da questo libro.

Usability Significa…

Usability significa essere sicuri che una cosa funzioni correttamente e che una persona non tecnologicamente avanzata possa usarla al meglio senza sentirsi frustrata.

Le pagine Web dovrebbero saper comunicare il loro scopo

A colpo d’occhio una pagina deve saper comunicare la propria utilità e l’argomento di trattazione.

Don’t Make Me Think

Alla maggior parte delle persone non piace pensare troppo a lungo sul modo di far funzionare qualcosa. Se un utente di una pagina/sito dovesse spendere tempo per capire come utilizzarlo rischieremmo di perdere per sempre l’utente.

Non farmi sprecare tempo

Le persone vanno sul web per trovare velocemente le informazioni di cui hanno bisogno. Da questo assunto, gli utenti di una pagina web tendono a comportarsi come se fossero squali, devono continuare a muoversi, altrimenti muoiono.

Siamo abitudinari

Se troviamo qualcosa che funziona per noi, e non importa quanto obsoleto, difficile o problematico sia, tendiamo ad utilizzarlo, comunque. Difficilmente, di nostra iniziativa, cerchiamo un’alternativa migliore.

Zero tempo per le chiacchierate

Se un contenuto è presente in una pagina web è perché è importante. Tutte le belle parole utilizzate per arricchire un discorso sul web non funzionano. Gli utenti vogliono arrivare nel più breve tempo possibile all’informazione che cercano.

Non perdere la ricerca!

Alcuni utenti cercheranno sempre il campo “Search” all’interno di un sito. Probabilmente sono gli stessi utenti che in un negozio preferiscono chiedere ad un commesso piuttosto che cercare lo scaffale e il prodotto da soli.

Creiamo delle site-map mentali

Quando ritorniamo su una pagina di un sito web non abbiamo i riferimenti fisici (come in un negozio) per ricordarci dove sia la pagina che stiamo cercando, per cui ci creiamo una sorta di gerarchia concettuale per ritrovare i contenuti.

Dev’essere facile tornare a casa

Avere un pulsante “Home” visibile e presente in ogni pagina del sito offre la sicurezza che non importa quanto io mi perda nelle pagine, posso sempre ricominciare dall’inizio.

Categorie: 2.0 Recensioni Smart Working
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